La Strutturazione Finanziaria (Financial Structuring)

Pubblicato il 04/03/2019

 

Una volta definiti con cura tutti gli aspetti di pianificazione e programmazione del business di un'azienda, occorre dedicarsi alla sua strutturazione finanziaria.

L'aspetto è di fondamentale importanza, anche perché nella stragrande maggioranza dei casi chi ha grandi idee non ha la forza finanziaria per sostenerle, e quello che non è capitale proprio è per forza di cose capitale di terzi. In un'Italia in cui, storicamente e culturalmente, amiamo mantenere in famiglia le redini delle nostre aziende, si finisce così a dover coltivare un rapporto di amore/odio con le banche. 


Una prima cosa da sottolineare è che ogni scelta di strutturazione finanziaria va ponderata con estrema attenzione, in quanto ha un impatto sugli equilibri aziendali. Giusto per fare un esempio, finanziare con un fido di cassa quello che andrebbe sostenuto con un mutuo può avere conseguenze spiacevoli, fino a farci dubitare della bontà delle nostre scelte imprenditoriali, quando magari le stesse erano ottime ma sono state semplicemente sostenute finanziariamente nel modo sbagliato.

Secondo aspetto da considerare: le banche sono irrimediabilmente cambiate, e i tempi passati non torneranno più. Criticarle può servire come sfogo, ma è concretamente inutile. Molto più produttivo appare l'auto diagnosi, al fine di capire perché le banche non supportano appieno le nostre aziende, comprendendo il loro linguaggio e mettendo in atto un processo di miglioramento, al fine di renderci più sani e più appetibili.

Financial structuring, analisi finanziariaI rating non vanno subiti, perché spesso l'azienda ha al proprio interno tutte le potenzialità per migliorarli, ma semplicemente non sa nemmeno da che parte cominciare.

Per migliorare il rating si deve per forza partire da un approfondito check up economico/finanziario, da un'analisi di bilancio, dal calcolo degli indici e dei flussi finanziari. L'esempio può apparire banale, ma l'impresa ha dei valori da controllare, è come l'uomo che deve effettuare periodicamente le analisi cliniche per rendersi conto di segnali di rischio che, se ignorati, possono diventare patologici.

Fondamentale poi appare la richiesta a Banca d'’Italia e l’'analisi approfondita della Centrale Rischi aziendale, fino a scendere nel dettaglio di come l'’impresa utilizza gli affidamenti in essere. Questo processo di conoscenza e miglioramento è ovviamente rivolto alla definizione e al perseguimento della struttura finanziaria ottimale.

Nell'’ambito di questo scopo, l'azienda può cercare di individuare anche opportunità di credito agevolato o di finanziamenti a fondo perduto. Attenzione però, perché questo non rappresenta mai la soluzione di tutte le problematiche: se l’'agevolazione si inserisce in un buon contesto di scelte di business e finanziarie può rappresentare davvero una marcia in più per l'’impresa. Se, invece, come spessissimo accade, l'’impresa sceglie di fare un investimento perché in quel momento c'’è un'’agevolazione, o se peggio ancora si cerca di “adattare l’'azienda al bando”, le conseguenze possono essere spiacevoli e possiamo trovarci a peggiorare la situazione complessiva.