Visione Globale d'Impresa

Pubblicato il 04/03/2019

 

Nell'ambito aziendale si può spesso correre il rischio di ragionare per compartimenti stagni, orientando lo sguardo verso uno specifico aspetto dell'impresa senza fare lo sforzo di mantenerne una visione globale.  



L'esempio più ovvio ed evidente è quello di una struttura degli investimenti soddisfacente, ma finanziata nel modo sbagliato, o all'estremo opposto il caso di un'azienda che, godendo di grande credibilità fra investitori e intermediari finanziari, non ha problemi a reperire risorse ma non sa allocarle nel modo giusto. Oppure possiamo avere imprese davvero ottime nello svolgimento della loro attività caratteristica, capaci di generare margini interessanti che poi sembrano letteralmente svanire o depauperarsi in altre aree aziendali, prima fra tutte quella della gestione finanziaria.

Massari Consulting global viewing organizzazione aziendale

La casistica può essere davvero ampia e comprende certamente anche molte fattispecie meno evidenti di quelle citate, in ognuna delle quali la genesi delle problematiche va ricercata in scelte di carattere strategico ed organizzativo.
Il nostro sostegno può proprio riguardare la capacità di osservare l'azione organizzativa nel suo complesso, per aiutare l’'azienda a considerare ogni aspetto mai “a se stante”, ma unitamente alla complessa rete di relazioni e reazioni causa/effetto che lo legano all’'organizzazione tutta.
Quella che può sembrare teoria accademica ha invece conseguenze pratiche immediate, misurabili e rilevanti. E’' impossibile citare tutte le casistiche che possono nella pratica verificarsi, anche perché sono potenzialmente infinite.

Puramente a titolo di esempio:


  • L'’azienda gode di buona liquidità ed apparentemente non ha alcuna difficoltà a pagare gli stipendi, ad onorare le scadenze e nella gestione dei rapporti bancari? Potrebbe instaurarsi una sorta di “rilassatezza” e “sicurezza in se stessi” che porta, molto progressivamente, ad un calo del rendimento del capitale investito. Il clima è sereno, gli ordini arrivano, ma nello stesso tempo l’'attenzione di tutti cala, l’'urgenza di sviluppare nuove soluzioni non c'’è più, il rendimento unitario delle persone si adagia e nuovi piccoli e potenziali concorrenti vengono sottovalutati. Ciascuno, nel suo piccolo è però altamente soddisfatto, perché si tende a ragionare per compartimenti stagni e i budget individuali vengono puntualmente raggiunti.

  • All’'opposto, l'’azienda è giovane, i prodotti innovativi, la richiesta è in aumento esponenziale ma non ci si può permettere di assumere troppe persone. La motivazione è ai massimi livelli, ciascuno dedica il meglio di sé alla causa aziendale. Si spinge al massimo sul marketing e in generale sulla funzione commerciale, il fatturato fa registrare aumenti percentuali esplosivi e lo si prende come unico indicatore della bontà delle strategie. L'’organizzazione non esiste, tutti si sentono in dovere e in diritto di fare un pò di tutto, viene sbrigata l’'urgenza del momento. Funzioni fondamentali come l'amministrazione e un'’oculata programmazione strategica e finanziaria vengono relegate in second’'ordine.

  • La clientela è fidelizzata, gli ordini arrivano con una certa regolarità, la marginalità è buona ma si continua ad avvertire una certa e costante tensione finanziaria, come se il denaro fosse disponibile in prospettiva ma mai al momento giusto. Si lavora con l’'affanno, la gestione finanziaria drena troppe risorse organizzative e, a cascata, ne risentono tutte le altre funzioni aziendali. Si sente l’'esigenza di effettuare investimenti, ma con le banche il dialogo sembra arenarsi e si stenta a trovare soluzioni convincenti per finanziare il nuovo, mentre anche l’'esistente procede a singhiozzo.


Queste, come mille altre casistiche, necessitano di essere osservate “dall'’alto”, avendo una visione globale dell'’impresa e delle sue molte dinamiche, del coordinamento fra le varie azioni, del processo decisionale. Questa osservazione deve essere svolta in maniera analitica e imparziale, cercando di guardare le cose in maniera oggettiva e fornendo soluzioni altrettanto analitiche, o perlomeno non influenzate da quei fattori di abitudine e pregni di emotività che, in maniera assolutamente comprensibile, finiscono per inquinare e rendere non ottimale il processo di valutazione e cambiamento.
L’'osservazione di una realtà aziendale nella sua globalità, con occhi “nuovi” e il più possibile “oggettivi”, è in grado di dare risultati sorprendenti che diventano evidenti non certo nel brevissimo termine. Le soluzioni di breve termine, è bene ricordarlo, assomigliano come effetto agli analgesici che, facendo sparire il sintomo, danno un fantastico sollievo, e possono certo essere adottate, ma in un’'ottica che vada anche e soprattutto ad investigare e “curare” la causa delle problematiche.