Fallito a chi?

Pubblicato il 26/02/2019

 




E’' di questi giorni la notizia che il Parlamento ha approvato un decreto legislativo che permetterà al Governo, in tempi rapidi, di legiferare su un argomento importantissimo, vale a dire la riforma della legge fallimentare. I principali parametri, entro i quali la normativa si muoverà, sono già stati resi noti e sono certamente giudicabili positivamente. Innanzitutto, non più di “fallito” si dovrà parlare, ma al massimo di “sottoposto a procedure di liquidazione giudiziale”: le parole contano molto, e in questo caso non ci si può che rallegrare per la perdita di quella specie di “marchio” che pesava sulla testa delle persone come un macigno. Inoltre, per chi ha avuto la sfortuna di attraversare vicende tanto dolorose, sarà più semplice ricominciare da capo, insomma non si dovrebbe più trovare ghettizzato socialmente come una specie di novello lebbroso.

Riforma della Legge Fallimentare: le nostre considerazioni sull'argomento. Dalla terminologia alle implicazioni psicologiche passando per la pianificazione. Massari ConsultingLe novità, ovviamente, non finiscono qui: ci saranno organismi, istituiti presso le Camere di Commercio, col compito di aiutare le aziende in crisi, per tentare di risolvere queste difficoltà in via stragiudiziale PRIMA di finire in una vera e propria procedura. Inoltre, dovrebbero essere garantiti maggiori coordinamenti con le procedure di “sovraindebitamento” dei soci illimitatamente responsabili, ed altre buone innovazioni di questa portata. Non è nostra intenzione riportare pedissequamente tutte le presumibili evoluzioni della normativa, peraltro ampiamente disponibili sulla stampa specializzata, quanto proporre qualche piccola riflessione. Non si può che applaudire al tentativo di sdoganare le procedure concorsuali da quell’'aura di “estrema negatività” in cui erano confinate. Il “fallimento”, per come è stato finora congegnato, rappresentava una sorta di funerale, per l’'azienda e per lo stesso imprenditore, per non parlare degli altri soggetti coinvolti, partendo dai dipendenti fino ad arrivare alle controparti commerciali.

Lasciamo qui da parte le considerazioni (peraltro giustissime) su quei soggetti abituati a fallire “ad arte”, cadendo in piedi e lasciando in condizioni disastrose il loro prossimo, per poi ripartire poco dopo con nuove attività, magari aiutati da “prestanome”. Questi casi esistono, ma di delinquenti si tratta, e come tali vanno considerati: dovrebbero essere un problema della magistratura, mentre in questo blog ci occupiamo di persone oneste, che operano con rettitudine e col desiderio di garantire continuità alle proprie iniziative. Torniamo a noi: d'’ora in avanti, dunque, sembra proprio che la legislazione stia facendo un importante sforzo evolutivo, volto non a “distruggere” ma a “ricostruire”. Non più di “spartirsi i cocci” di qualcosa che si è distrutto, si dovrà trattare, ma di SERI tentativi di curare, nel modo migliore possibile, i malanni, limitando i danni e predisponendo i soggetti coinvolti per una ripartenza.

Riforma della Legge Fallimentare: le nostre considerazioni sull'argomento. Dalla terminologia alle implicazioni psicologiche passando per la pianificazione. Massari ConsultingE'’ OVVIO: ogni procedura concorsuale porterà con sé danni, dolori e problematiche, ma lo spirito generale dovrà, per forza di cose, cambiare. Non possiamo evitare di segnalare il presumibile EFFETTO PSICOLOGICO, migliorativo, che questo nuovo modo di intendere il fallimento potrà avere sugli imprenditori che si ritrovano ad attraversare situazioni difficili: speriamo davvero che i casi di depressione, a volte culminati in suicidio, possano un giorno essere definitivamente archiviati. IL MODO MIGLIORE, nei limiti del possibile, per evitare il fallimento, consiste però nel correre ai ripari PRIMA che sia troppo tardi. Spesso gli imprenditori, di fronte ai problemi che percepiscono PERFETTAMENTE, tendono a “nascondere la testa sotto la sabbia”, SPERANDO in miglioramenti che, spesso, rasentano il miracoloso. SPERARE non basta, bisogna AGIRE: i titolari d’'azienda, da soli, molte volte non si rendono nemmeno conto dell’'esatto PERCHÉ le cose non girino nel verso giusto, o dell'’area della gestione aziendale in cui le “falle” vengono a generarsi. Se “sentite che qualcosa non va”, nella vostra azienda, non abbiate timore di contattare uno specialista.

check-up economico finanziario Massari ConsultingQuando si sta male fisicamente, si va dal dottore, o in farmacia, e se necessario si fanno degli accertamenti. Non temete di sottoporvi ad un check- up completo, per stabilire OGGETTIVAMENTE lo stato di salute della vostra azienda, la presenza di eventuali problemi, e le possibili soluzioni. Se sentite di avere bisogno di tutto questo, CONTATTATECI per un approfondimento!

 






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