I soldi della BCE e il credito bancario, oggi: Presa in giro o triste realtà?

Pubblicato il 26/02/2019

 

Molti di voi ricorderanno come, negli scorsi anni, tra i vari interventi posti in essere dalla Banca Centrale Europea per rilanciare l'economia, ci siano state diverse iniezioni di liquidità nel Sistema, concretizzatesi in montagne di denaro prestato alle banche italiane a tassi ridicoli (per non dire regalato).  Condizione per mantenere queste condizioni vantaggiose è sempre stata il rispetto di determinati parametri che attestassero l'effettivo aumento dei crediti concessi. Lo scopo della BCE è dunque chiaro, vale a dire fare in modo che gli affidamenti ad imprese e famiglie aumentino.

Viene da chiedersi, allora: qual è lo stato dell'arte, attualmente?


Vi racconto una storia: ieri, mentre siedo alla scrivania di un'azienda in cui svolgo funzioni di Temporary Manager, ricevo una telefonata da parte di un gestore imprese di una banca con la quale l'impresa è in ottimi rapporti da tempo. Sia chiara una cosa: per correttezza e deontologia professionale, non rivelerò i nomi delle persone coinvolte nemmeno sotto tortura, dunque vi prego di non concentrare la vostra attenzione su questi aspetti e di andare oltre. Il gestore, fra l'altro ottima persona col quale siamo davvero in cordiali rapporti, con un fare tra lo scherzoso e l’'imbarazzato mi propone di partecipare ai saldi di Natale. Poco dopo, ascoltando le spiegazioni, per poco non cado dalla sedia: ci viene offerto un finanziamento a breve termine dell'’importo di 2 milioni di euro, a un tasso dello 0,01% (sì, avete letto bene: zero virgola zero uno per cento). Si farebbe prima a dire “ve li regaliamo”, ma evidentemente a livello di normativa sarebbe più complicato. Tempi di delibera/accredito sul conto corrente: una settimana circa.

Per contestualizzare meglio la cosa, vi segnalo che:


  • l'’azienda, in questo momento, si trova in condizioni di liquidità, dunque non ha assolutamente bisogno di quel denaro;

  • quando, cinque anni fa, si era ritrovata invece in estrema necessità di un finanziamento, con la stessa Banca (che alla fine ha concesso l’'affidamento, dunque, per carità…. Grazie!), a fronte di un importo molto inferiore sono state necessarie settimane di istruttoria, e numerose garanzie collaterali (pegno parziale + una costosissima fideiussione rilasciata da un “consorzio fidi”).


La conclusione è ovvia: le Banche si trovano ora nella situazione di dover rendicontare, e in fretta, come sono stati utilizzati i fondi della BCE, e per non incorrere in penali (visto che, evidentemente, non hanno fatto quel che avrebbero dovuto) si ritrovano ad offrire questo denaro a tassi ridicoli (diciamo pure “gratis”) e a rischio quasi zero, vale a dire alle imprese che non ne hanno bisogno.

Massari Consulting consulenza aziendale parma piacenza reggio emilia business planning mediazione creditizia accesso al creditoIn altre situazioni, invece, cosa vedo? Beh, le aziende che hanno bisogno di fidi e finanziamenti per andare avanti sono sottoposte a vere e proprie guerre, per ottenere cifre di denaro ben inferiori a quelle indicate poc'anzi. Lavoro con imprenditori che sarebbero disposti ad inginocchiarsi per vedersi riconosciuto un aiuto di 50, 100, 200 mila euro, e si trovano invece a dover affrontare iter della durata di settimane (a volte mesi), con i loro dati di bilancio analizzati al microscopio a più riprese, da vari personaggi che di volta in volta telefonano in azienda per porre domande dettagliate a tal punto che sembra davvero di essere ad un quiz televisivo. Alla fine, dopo aver risposto nel modo più esauriente possibile a riguardo dell’'ultimo numero di cui viene chiesto conto, viene veramente da chiedere:“ho vinto qualche cosa”? E poi si ha a che fare con esorbitanti richieste di garanzie, in quanto le Banche tentano spesso di sommare quelle emesse da parte dello Stato (tramite il “Fondo di Garanzia per le Piccole Medie Imprese”), a quelle dei Confidi e ANCHE delle persone fisiche coinvolte; se possibile, poi , si prendono le firme pure del coniuge, dei genitori e chi più ne ha più ne metta, e se c’'è qualcosa da mettere a pegno, meglio ancora! Quando si riesce ad ottenere il fido/finanziamento, i tassi e gli oneri accessori spesso sono elevati, e l'’azienda non è messa certo in condizioni di contrattare.

Cosa dobbiamo concludere, quindi? Che le Banche fanno a gara per prestare soldi a chi non ne ha bisogno, mentre se possibile lasciano a bocca asciutta chi, invece, necessita disperatamente di liquidità? In diversi casi, assolutamente sì. E anche che le stesse Banche si trovano in questa situazione perché, negli anni in cui le cose “andavano bene”, hanno concesso affidamenti scriteriati a destra e a manca (in gergo si dice anche “a cani e porci” ma da professionista preferisco metterlo fra parentesi), ritrovandosi ora con una montagna di “crediti deteriorati” che non si sa più dove insabbiare? Anche questo è spesso vero.

Mi dispiace ammetterlo, ma parlando di Banche e finanziamenti, ai giorni nostri la demagogia è, spesso, più vicina alla realtà di quanto si creda.

Faticate ad orientarvi in questo marasma, in cui davvero si stenta a capire la logica delle cose? Contattateci per un approfondimento, ovviamente mirato a comprendere e migliorare la vostra situazione, e i problemi di questo tipo che, magari, state affrontando.



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