Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

Pubblicato il 21/02/2019

 




Benvenuti nell'’articolo col titolo più banale dell’'anno, “ovvio” come l’'incredibile quantità di messaggi, telefonate, mail e veloci discorsi che ci si scambia in questo periodo.

Metto subito in chiaro una cosa: io adoro il Natale nel suo significato cristiano e spirituale, mentre sopporto molto a fatica tutta la messinscena che ci sta attorno, soprattutto da parte dei non credenti. Lo so, il mio è un atteggiamento che può risultare estremamente antipatico, e capisco molto bene chi, per “abitudine” o “tradizione” si ritrova a festeggiare un qualcosa in cui non crede. La pantomima di luci, alberi, regali, tavole imbandite può essere certamente molto carina, e sono consapevole del permanere nel “Natale” anche di tradizioni squisitamente pagane.

Se ci pensiamo bene però, se non crediamo che Gesù Cristo è l’'Unigenito Figlio di Dio, venuto nel mondo per farsi simile all’'uomo, sacrificarsi per noi e indicarci la via verso la salvezza, cosa stiamo festeggiando? Possiamo girarla come vogliamo, ma il significato del Natale è questo, da secoli. Se non ci crediamo, il fatto di festeggiare equivale all’'esultare per la vittoria della Champions League per chi non è assolutamente interessato al gioco del calcio. Conoscete qualcuno che lo fa?

Un buon modo per “mettersi alla prova” può essere questo: paragonare l’'enfasi che mettiamo nel Natale a quella della Pasqua, che è UNA FESTA PIU’ IMPORTANTE DEL NATALE, e che invece è solita passare in una sostanziale indifferenza generale (qualche entusiasmo in più lo genera, normalmente, la gita “fuori porta” di “Pasquetta”).

L’'augurio che mi sento di fare, è dunque quello di “BUON NATALE” dal profondo del cuore a chi crede, e a chi ama interrogarsi davvero sul significato profondo della nascita di quel bimbo-Dio che ha cambiato la Storia. A chi non crede, auguro di iniziare a farlo, e di sperimentare una splendida conversione. Non sono un bigotto, chi mi conosce personalmente lo sa bene, anzi spesso coi preti mi ritrovo ad essere una “voce fuori dal coro”. Sono consapevole dell’'esistenza di numerose religioni, ne ho approfondite tante e vi assicuro che, in ognuna, ho trovato del buono. Se siete a vostro agio con altre fedi, sperimentatele, e il mio migliore augurio di BUON ANNO è proprio quello di aprirvi alle cose spirituali. Vi auguro di allontanarvi dal materialismo imperante, dalla convinzione (sempre più diffusa) che tutto debba essere spiegato scientificamente, dalla mentalità del “politicamente corretto” che ci impone di “uniformarci tutti” per “non offendere nessuno”. Provate, ogni tanto, a prendervi del tempo solo per voi, in silenzio, magari al mattino presto, prima dell'’alba. Tentate di percepire la Divinità, al di là di quello che gli uomini hanno provato a spiegare su Dio. Fatene un’'esperienza personale.

C’'è una frase, bellissima, nel libro “Angeli e Demoni” di Dan Brown, che mi è sempre rimasta impressa, il momento cioè in cui uno dei protagonisti (il “Camerlengo”) chiede al Prof. Langdon “Lei crede in Dio”? e poi, dopo una veloce risposta, ribatte “Non le ho chiesto se crede a quello che gli uomini dicono di Dio…. Le ho chiesto se crede in Dio”.

Credere in Dio, a volte fregandosene di quel che “gli uomini dicono di Dio”, è un ottimo modo per iniziare un viaggio verso i territori dello Spirito, allontanandosi un pochino dalla troppa materialità che ci circonda. Vi assicuro anche che credere in Dio è un primo passo verso credere maggiormente in noi stessi, visto che siamo fatti “a sua immagine e somiglianza”. Credere in noi stessi ci porterà a realizzare e sperimentare una vita migliore.

AUGURI!