La motivazione: Piramide dei bisogni e Ikigai

Pubblicato il 21/02/2019

 




Vi è mai capitato di star lavorando, e voler essere da tutt’'altra parte? Magari mentre guardate incessantemente l’'orologio, in attesa che arrivi il fatidico momento in cui “far cadere la penna” per potervi dedicare ad altro?

Se la risposta è “sí”, come immagino, vi sarà altrettanto capitato (almeno spero) di sperimentare altri tipi di giornate, in cui vi sentite forti come leoni, e avete voglia di fare, fare e ancora fare.

In quest'’ultima casistica, quel che fa la differenza è la MOTIVAZIONE, ovvero il “moto all’'azione”, la scintilla che accende in noi la fiamma e ci fa agire con convinzione, verso un risultato atteso.

Piramide dei bisogni di Maslow - un post sulla motivazione di Massari Consulting, consulente aziendale a Parma Piacenza Reggio EmiliaSulla motivazione ci sono diverse teorie, e i miei amici psicologi potranno certamente insegnarci qualcosa in tal senso. Per quel che mi riguarda, ho sempre trovato piuttosto affascinante la spiegazione di Maslow, con la sua famosa “piramide”.  In breve, l'’intuizione di Maslow è quella che la motivazione dipenda dai nostri bisogni ancora insoddisfatti, e dunque l'’insoddisfazione derivi dall’impossibilità di appagare queste esigenze, che si presentano in un ordine ben specifico (rimando alla letteratura sull’'argomento, per gli ovvi approfondimenti). I bisogni di ordine SUPERIORE non si avvertono finché non si sono appagate le esigenze più “basilari” che stanno, appunto, alla base della piramide.

Di per sé, può sembrare una considerazione piuttosto ovvia, soprattutto per la parte inferiore delle priorità: difficile pensare che una persona riesca a pensare al suo “posto nel mondo”, quando ha semplicemente fame e bisogno di avere un tetto sulla testa. Poi però, man mano che i bisogni basilari vengono appagati, appaiono nuove esigenze, il cui perseguimento ha il merito di mantenerci “vivi” e “pronti all’'azione”. Ecco dunque il bisogno di “appartenenza”, poi quello di “stima” e infine quello di “autorealizzazione”.

Il problema può arrivare quando si arriva alla cima della piramide, e sentiamo il bisogno di “autorealizzarci”. A questo punto magari ci chiediamo “cosa vuol dire, per me, realizzare la mia identità”? Il discorso è complesso e meritevole di approfondimenti. E'’ ovvio, nessuna persona che non abbia soddisfatto i propri bisogni primari potrà MAI capire il “manager depresso”, ma al mondo esiste anche chi, una volta avuti soldi, successo, amore, accettazione e riconoscimento, si sente ancora irrealizzato.

                                      

ikigai - un post sulla motivazione di Massari Consulting, consulente aziendale a Parma Piacenza Reggio Emilia

(ikigai)


Per rispondere a queste “domande esistenziali”, può esserci d’'aiuto la filosofia giapponese dell'’IKIGAI che, letteralmente, significa “la ragione per cui ci alziamo al mattino”, e tenta di rispondere proprio alle domande del tipo “come fare per sentirsi realizzati”? Come trovare il nostro “posto nel mondo”?

La questione, mi rendo conto, è estremamente articolata, e questo articolo non vuole certo dare soluzioni; al massimo, la speranza è quella di fornire qualche spunto di riflessione, certamente da approfondire tramite la letteratura specializzata sull’'argomento!

Buon lavoro a tutti! E soprattutto… Buona MOTIVAZIONE!



Links utili:

   La motivazione: piramide dei sogni e ikigai