Volere è potere, ed i sogni si realizzano. Il bellissimo caso del CRAI di Fontevivo

Pubblicato il 21/02/2019

 




Quante volte, leggendo interviste di personaggi famosi, abbiamo appreso che il segreto del loro successo è stato il fatto di “volerlo davvero”, di “averci creduto fino in fondo,” oppure di aver “visualizzato il sogno che diventa realtà”? Sembra proprio che dietro queste piccole frasi, ci sia un mondo da scoprire.

E’' la FEDE che fa la differenza tra ciò che si realizza e quel che rimane nel mondo dei sogni. Il concetto di fede nasce dalla religione, ma non deve rimanere qui confinato: la più bella definizione, ripresa anche da diversi testi di leadership e motivazione, è quella di Sant’'Agostino: La fede è credere a ciò che non vediamo e la ricompensa per questa fede è il vedere ciò che crediamo.

CRAI Fontevivo - Massari Consulting, consulenza aziendale a Parma Piacenza Reggio EmiliaVi racconto una storia, ovviamente dopo esserne stato autorizzato dai diretti interessati. A Fontevivo, ridente Comune della provincia di Parma, c’è un piccolo supermercato a marchio CRAI, che Patrizia e suo marito Dino gestiscono con successo da 25 anni. Quando dico “con successo” intendo che, mentre i tempi sono inequivocabilmente cambiati (dalla Lira siamo passati all’'Euro, ai periodi di espansione si sono alternati quelli di crisi, sono nati gli ipermercati per poi andare in declino, nel mondo di quella universalmente conosciuta come “grande distribuzione” la concorrenza è diventata sempre più accesa, con margini al ribasso e logiche vicine alla “guerra di prezzo”, insomma  mentre accadeva tutto questo…) il CRAI di Fontevivo è rimasto sempre lì, solido come una roccia!

E'’ stato detto che “il successo è il participio passato del verbo succedere”, ovvero quel che siamo riusciti a far divenire realtà, e Patrizia e Dino ce l’'hanno davvero fatta a costruire un'azienda “di successo”! Come? Non credo che abbiano studiato a qualche importante scuola d’'economia americana, o che abbiano frequentato dei “master” di Marketing; semplicemente, hanno sapientemente applicato alcuni principi cardine della strategia d’'impresa, basandosi su un intuito imprenditoriale certamente acuto,  che li ha portati a conoscere e servire nel modo migliore possibile il mercato di riferimento. Gentilezza, disponibilità, dedizione, capacità di rispondere in modo efficace alle reali esigenze della loro base di clientela, sono stati alcuni degli ingredienti che hanno fatto la fortuna del piccolo “CRAI”. Sì, perché Fontevivo non è Las Vegas, e qui ci sono ancora persone (tante!) che vanno a fare la spesa a piedi, parecchi “non più giovani” che amano recarsi al negozio tutti i giorni per acquistare “poco alla volta”, genitori che si fermano a comprare la merenda per i figli, operai in cerca di un panino per la pausa pranzo. Altro che “new economy”, qui si vive ancora un po'’ “alla vecchia maniera” (e, per certi versi, si sta probabilmente meglio!).

Ad un certo punto, però, Dino e Patrizia pensano che sia giunta l’'ora di andare in pensione, e cominciano a ipotizzare a chi “passare il testimone” della loro impresa. Non vogliono darla in mano al “primo che passa”, amano il loro negozio, sono grati al paese che li ha ospitati per così tanti anni e sono anche consapevoli di una certa responsabilità “sociale”, della difficoltà cioè in cui si verrebbero a trovare diversi abitanti di Fontevivo se il CRAI dovesse chiudere.

Food Market Fontevivo - Massari Consulting, consulenza aziendale a Parma Piacenza Reggio EmiliaEd ecco i nostri nuovi protagonisti, Angie e Michael, una giovane coppia con tanta voglia di fare in cui Dino e Patrizia, con lo stesso intuito che li ha portati a condurre la loro azienda, intravedono il futuro del CRAI. Tutto sembrerebbe “fatto” e facile, giusto? “E tutti vissero felici e contenti”. Invece no, perché in ogni favola che si rispetti ci sono difficoltà da affrontare, alcune delle quali talmente grandi che sarebbero capaci di far desistere chiunque. Il “mostro”, il “drago”, la tempesta da superare, la spada da estrarre dalla roccia.

Massari Mago MerlinoQuando sono entrato in scena io (per continuare la similitudine con le favole, potrei essere una specie di “Mago Merlino”? Sì, mi piace), i protagonisti avevano gettato la spugna. Per ragioni di privacy, non rivelerò con esattezza quali fossero le problematiche e gli scogli da superare, anche perché conoscere i dettagli non è importante per cogliere il senso della storia. Non vogliatemene, per avere un'idea delle mie attività date un'occhiata al sito, e agli altri articoli del blog.

I ragazzi mi hanno subito ispirato una gran simpatia e fiducia! Angie già partiva bene col suo nome: si chiama così perché i suoi genitori adoravano i Rolling Stones (il mio amore smodato per la musica rock è cosa risaputa) e in particolare proprio la romanticissima canzone “Angie”. Poi ho scoperto che Michael ha questo nome perché i suoi erano patiti di Michael Jackson, dunque …l'’incontro fra i due era proprio destino! Facendo loro qualche domanda, cercando di intuire quale fosse la motivazione che li spingeva verso quel sogno, mi hanno confidato che “si vedevano già lì, dentro al supermercato, a lavorare”. E'’ stata una piccola frase, ma detta con la luce giusta negli occhi: ho colto la FEDE (ricordate quel che ho scritto in apertura dell’'articolo?). Angie e Michael CREDEVANO IN CIO'’ CHE ANCORA NON VEDEVANO e (per quel che mi riguardava) ero certo che il premio sarebbe stato VEDERE CIO'’ IN CUI AVEVANO CREDUTO.

Ho accettato l’'incarico. Non è stato facile, ma ora possiamo dire di avercela fatta. Sapete, Napoleon Hill (uno dei più grandi scrittori che il mondo abbia mai conosciuto) ci ha insegnato, a più riprese, che proprio quando tutto sembra perduto, e stiamo per arrenderci, il successo è dietro l'angolo. Il più delle volte, desistiamo quando il traguardo è vicinissimo, anche se non lo vediamo e non ci crediamo.

Cosa ho fatto? Sappiate che non ho “creato nulla”. Una volta capita la FEDE dietro al progetto, e conoscendo che lo stesso poggiava su BASI ECONOMICHE e DI MARKETING solide, ho aiutato i protagonisti ad arrivare alla meta. Ho sciolto qualche nodo, risolto qualche problematica facendo domande in modo diverso da come erano state fatte, chiedendo anche a persone differenti. Ho chiamato in causa enti o istituzioni, sfruttato leggi e agevolazioni, messo nel giusto ordine le cose. Quando ormai pensavamo che tutto fosse a posto, è arrivato un ultimo ed inaspettato “NO” che rischiava di metterci in difficoltà, e abbiamo dovuto imboccare un’'altra strada quando ormai pensavamo di aver terminato il percorso. Ma ora possiamo dire di avercela fatta, e il FOOD MARKET (questo il nuovo nome) aprirà il 1 febbraio!

La soddisfazione, in questi casi, è enorme; ma il mio ruolo, credetemi, è stato solo quello di mettere insieme le tessere di un puzzle che esisteva già, trovando il giusto ordine e gli incastri corretti. Grazie a Patrizia, Angie, Dino e Michael per avermi dato l’'opportunità di partecipare a questa straordinaria avventura, aiutandoli a trasformare il SOGNO in REALTA’'.

Seguite il FOOD MARKET sulla nuovissima pagina Facebook!


LINKS UTILI: