Alla ricerca del tempo perduto, ovvero come fare a sopravvivere alla nostra eccessiva reperibilità?

Pubblicato il 21/02/2019

 




Ogni tanto mi fermo a pensare a com’'era il mondo quando ho iniziato la mia attività lavorativa, e guardandomi intorno oggi mi sembra di essere stato catapultato in una sorta di film di fantascienza.

Andiamo con ordine: mi sono laureato nel 2001, poi ho aperto una partita IVA e, affiancandomi ad un consulente esperto che ancora ringrazio per avermi “formato”, ho cominciato a lavorare.

Modem 56kCom'’era la mia vita? Avevo una scrivania, un computer, una stampante/fax e un telefono fisso, con “segreteria telefonica”. Internet c’'era, sì, ma era ancora di quelli che, con la prolunga, si collegavano alla linea telefonica, e a livello di velocità andavano stile “tartaruga” (quando funzionavano). Il cellulare, per quel che mi riguardava, era uno strumento squisitamente “personale”, e sul mio biglietto da visita era stampigliato SOLO il numero dell’'ufficio. Visto che non potevo certo permettermi una segretaria, chi aveva bisogno di parlarmi o mi trovava, o lasciava un messaggio in segreteria telefonica.

Il cellulare, fra parentesi, era ancora uno di quelli che avevano solo due funzioni: chiamate ed sms, e si era ancora nell’'epoca in cui i modelli diventavano “sempre più piccoli”. Ad un certo punto ho addirittura commissionato un sito internet, e ricordo ancora la sensazione di stupore quando un potenziale cliente mi “trovò” e mi inviò una e-mail!

La domanda è: il lavoro forse mancava? Le cose non andavano avanti? La risposta è una sola: no, assolutamente no. Il lavoro c’'era, e le cose iniziavano, proseguivano, si terminavano. Con meno FRENESIA.

Too much notificationsCatapultiamoci, dunque, ai tempi moderni, ed analizziamo la situazione: oggi ho sempre una scrivania, ma con un pc portatile. Il fax non serve più, come il telefono fisso. Oggi il “must” è il cellulare, rigorosamente connesso a tutti gli strumenti di comunicazione possibili: whatsapp, mail, Messenger, Linkedin, Twitter. Oggi la parola d’'ordine è “reperibilità”, e tutto (o quasi) assume il carattere dell’'URGENZA. Ho addirittura (come quasi tutti) un sistema Bluetooth che mi permette di rispondere alle telefonate mentre sto guidando. E sono stressato, perché magari mentre sto ascoltando una delle mia canzoni preferite, squilla il telefono, e “mi sento obbligato” a rispondere.

Penso a cosa direbbe il giovane neolaureato di cui ho parlato all’'inizio dell’'articolo, guardando come ci siamo tutti ridotti grazie alla tecnologia e alla modernità. Probabilmente, si spaventerebbe a morte, e avrebbe ragione.

reperibilitàPersonalmente, ho recentemente scelto di dare un’'inversione di tendenza a tutto questo, e ho deciso quando mi sono accorto che, ormai, il cellulare è diventato il nostro “padrone”. Mi è capitato, più di una volta, di prendere un appuntamento con una persona per poi notare come, DA ENTRAMBE LE PARTI, ci fosse una precisa logica di priorità: PRIMA il cellulare, POI l’'individuo in carne ed ossa. “Scusa, ma credo sia urgente” (o una frase simile), e si risponde. Oppure si risponde chiedendo “è urgente o posso richiamarti dopo?”, ma comunque si risponde. E l’'interlocutore che si ha di fronte PERSONALMENTE, passa inevitabilmente (e involontariamente) in secondo piano. Ormai siamo tutti ridotti come se fossimo il Presidente degli U.S.A., a cui devono sempre comunicare che la guerra è vicina.

Non va bene, non può andare bene. Quante VERE urgenze ci sono state comunicate, quando abbiamo risposto al cellulare ignorando di avere di fronte una PERSONA che ci stava parlando?

Quante volte, inoltre, ci capita di ricevere una mail, poi un whatsapp per chiederci se abbiamo letto la mail, e infine la telefonata per chiederci se abbiamo letto il whatsapp?

non disturbare - Massari ConsultingPersonalmente, sto tentando di risolvere la cosa RIPRENDENDOMI IL MIO TEMPO. Per svolgere bene il lavoro, la concentrazione è fondamentale, così come sono importantissimi i giusti momenti di riposo e di “stacco”. Ho installato sullo smartphone una “segreteria telefonica intelligente”, e programmabile, in cui OGNI VOLTA CHE VOGLIO posso agevolmente modificare il messaggio per comunicare le ore di reperibilità telefonica. In più, se viene lasciato un messaggio vocale, mi arriva addirittura la trascrizione dello stesso. E'’ una cosa utilissima, si chiama IAFY e il costo è irrisorio. Inoltre, se devo svolgere compiti in cui necessita concentrazione, oppure SE DEVO PARLARE CON QUALCUNO, abbasso il volume delle varie “notifiche” e, semplicemente, non me ne curo.

E'’ ormai da un pò’ che adotto questo “modus operandi”. E’' successo qualcosa di grave? NO. Ho scontentato qualcuno? NO. Anzi, sono riuscito a svolgere i miei compiti più efficientemente, e dunque ad apportare MAGGIORE SODDISFAZIONE ai miei clienti, per non parlare della mia famiglia e, ultimo ma non ultimo, di ME STESSO. Non dobbiamo mai scordare che “amare se stessi” è uno dei passi fondamentali per migliorare il mondo intero.

E voi? Cosa ne pensate di tutto questo? Meglio i tempi moderni, o si stava meglio qualche anno fa? Subite lo stess della modernità, e della reperibilità? Quali difese utilizzate? Sono proprio curioso di confrontarmi con voi, attendo i vostri commenti!



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