Responsabilità sociale d'impresa: quando l'etica e il benessere entrano in azienda

Pubblicato il 21/02/2019

 




Ultimamente si discute sempre più di temi etici, parlando d'’attività d’'impresa, e viene da dire “finalmente”! Sembra che le vecchie idee, secondo cui le persone erano concepite alla stregua di “ingranaggi” o al massimo “pedine” da inserire in un “organigramma”, si stiano finalmente avviando sul viale del tramonto. Anche le vetuste denominazioni quale quella, piuttosto aberrante, di “risorse umane”, speriamo vengano presto del tutto sostituite con diciture più moderne e rispettose del valore degli individui.

smart workingCerto, la strada da fare è ancora lunga, ma gli spiragli di luce che si aprono sono sempre più numerosi. Ci sono, ad esempio, aziende come quella citata in questi articoli (qui e qui), dove la logica del “cartellino” è stata superata a favore di una sostanziale autogestione dei lavoratori, che sembra dare risultati eccellenti, in quanto gli obiettivi vengono sempre più raggiunti grazie ad un criterio che li responsabilizza, senza imporre dall’'alto ritmi ed orari. Grazie a questo accorgimento, diventa più facile anche conciliare l’'attività professionale con gli impegni personali e familiari, garantendo ai dipendenti una serenità certamente superiore e coincidente, in tutta probabilità, con una migliore qualità del lavoro svolto. Si badi bene, questa logica non è seguita solo da aziende artigianali o a conduzione familiare, ma anche da multinazionali come Microsoft, che puntano altresì sullo “Smart Working” (ovvero la possibilità di lavorare da casa) e sulla creazione di spazi condivisi di lavoro “intelligenti”, pensati e creati per soddisfare le svariate esigenze che possono verificarsi nella vita aziendale, dalla riunione plenaria alla necessità di effettuare telefonate estremamente confidenziali (a questo link è possibile scaricare l’'articolo originariamente apparso al riguardo  su “Il Sole 24 ore” dell’'11 aprile 2018, a firma di Cristina Casadei).

 




Nel frattempo, appare importante notare come, da più parti, ci si sforzi di inventare nuovi macro-indicatori che, in contrapposizione a quelli più storici, possano riuscire a fornire migliori indicazioni riguardanti il benessere degli individui. Si legga, a titolo esemplificativo, questo articolo in cui al vecchio PIL (Prodotto Interno Lordo) si contrappone la “Felicità Interna Lorda”, che ha logiche in parte contrapposte: si pensi, ad esempio, ad un albero abbattuto per entrare in un ciclo produttivo, che a livello di PIL ha un impatto positivo, ma non sulla FIL. Dal lato opposto, una madre che decide di lasciare il posto di lavoro per rimanere a casa e occuparsi dei figli, incide negativamente sul PIL, ma aiuta la FIL ad impennarsi! Si tratta, ci rendiamo conto, di concetti “borderline”, ma aiutano a riflettere in modo piuttosto approfondito su questi argomenti.

volontariato d'impresaInoltre, mentre da un lato si fanno largo progettualità legate al “volontariato d’'impresa” in cui i dipendenti sono incentivati a partecipare, in orario di lavoro o con donazione di tempo retribuito, ad attività a forte valenza sociale, d'’altro canto sull'’argomento non mancano voci e pareri autorevoli. E’' recentissima l'’istituzione di un tavolo di lavoro tra Confindustria e la Comunità di San Patrignano, al quale presto sarà chiamata a partecipare anche l'’ONU. Dal primo forum, sono emersi spunti di grande interesse, in cui la Responsabilità Sociale d’'Impresa ha certamente fatto da padrona: si è parlato, ad esempio, della necessità di istituire un nuovo modello di crescita e sviluppo economico, che rispetti l’'ambiente e tenga in grande considerazione il risparmio energetico. Si sono affrontati temi complessi quali il partenariato fra i settori del pubblico e del privato, come spunto necessario per un futuro in cui il benessere globale possa aumentare. L'’esempio italiano delle PMI potrà, inoltre, essere preso come modello per lo sviluppo di nuova microimprenditorialità nei Paesi più poveri, primo fra tutti l'’Africa. Il Presidente di Confindustria ha dichiarato, a tal proposito: “Negli ultimi anni abbiamo smarrito nel nostro Paese il senso di comunità, invece dovremmo ritornare allo spirito del Dopoguerra, in cui c'era la certezza del futuro“.

internazionalizzaRSIIl futuro, dunque, in un certo senso è già qui, ma dobbiamo contribuire a risvegliare uno spirito di fiducia che oggi latita, e di questo dobbiamo tener conto nel nostro lavoro di tutti i giorni. L'’accenno al “senso di comunità” è inoltre di fondamentale importanza, in quanto l’'eccessiva spinta sull'’individualismo e sulla logica della crescita e del profitto a tutti i costi probabilmente hanno fatto il loro tempo. Per fortuna, esistono già pregevoli realtà attente in tal senso, come la parmigiana InternazionalizzaRSI con la quale abbiamo l’'opportunità di collaborare. La struttura si occupa di internazionalizzazione d'’impresa, certo, ma le ultime tre lettere del nome, scritte appositamente in maiuscolo “RSI”, stanno proprio ad indicare l’'acronimo di “Responsabilità Sociale d’'Impresa”, a testimoniare il costante impegno in tal senso dei professionisti coinvolti nel progetto.

SOLARIS è una realtà consulenziale evoluta, che si prefigge la gestione proattiva di diverse dualità presenti nel mondo delle imprese, fra cui quella tra BUSINESS e WELLNESS (affari e benessere), che devono coesistere. http://thesolaristeam.com/Proprio in questi giorni, sta inoltre nascendo il progetto SOLARIS (sito in costruzione), col quale noi di Massari Consulting collaboreremo attivamente e in via continuativa: SOLARIS è una realtà consulenziale evoluta, che si prefigge la gestione proattiva di diverse dualità presenti nel mondo delle imprese, fra cui quella tra BUSINESS e WELLNESS (affari e benessere), che devono coesistere. Si tratta di una “salute” intesa in termini positivi, in accordo con quanto proposto già da 50 anni dall’'Organizzazione Mondiale della Sanità, e non come “assenza di patologie”. Una salute che sia cioè “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”, a cui potremmo aggiungere i termini “emotivo” e “spirituale” che certo non stonano. Un “business” che pensi anche al “wellness” non è certo utopistico, e siamo certi che il circolo virtuoso che potrà instaurarsi fra questi due elementi non potrà che rafforzarli entrambi, e con intensità sempre crescente.

 

Massari Consulting, Business and Wellness together