L'impresa di essere imprenditori (la postfazione originale)

Pubblicato il 04/07/2019

 

Ho scritto un libro! Ormai ho reso pubblica la notizia da un po', e l'uscita ufficiale è fissata per il 2 luglio 2019. 

Una cosa curiosa che dovete sapere, è questa: nel libro ci sono due parti non scritte da me, ovvero la prefazione (ad opera di un caro amico, il dott. commercialista Andrea Gemmi), e la postfazione, che a mio avviso andava redatta da un "bancario" visto che nel libro di banche si parla, e tanto! 

Fra i tanti amici bancari ho chiesto a Marco Zuelli, col quale ho condiviso alcuni anni di esperienza in Filiale, magari non i "più belli" dal punto di vista professionale, ma certamente i "più intensi" a livello umano ed emotivo, e potrei anche direi i "più divertenti". Si tratta di un'amicizia vera, che ha resistito all'allontanamento professionale. 

Marco ha subito accettato di scrivere la postfazione del libro, e ne conservo una "prima stesura" che io, personalmente, reputo molto bella, ma che l'editore ha preferito "rivedere e correggere", al fine di renderla meno "réclame" e più "professionale". Effettivamente, Marco ha scritto di getto, e il fatto che mi voglia molto bene e mi stimi traspare in modo forse "fin troppo" acuto, per essere pubblicato ufficialmente in un libro! 

Ma questo è il mio blog, dunque le regole le faccio solo io. Marco, ecco la tua postfazione, in tutto il suo splendore, nella versione ORIGINALE, senza nemmeno una virgola di correzione da parte mia. GRAZIE MILLE!

"Conosco Marco da tanti anni ma lo stimo da ben prima. Nel senso che una persona come lui speri di conoscerla da sempre perché ti sorprende ogni volta che la vedi, ogni volta che le parli. È un riflettore. Cioè ti fa riflettere tutte le volte che esprime un concetto e ti fa venire voglia di seguirlo. È veramente una persona speciale. Il buon Dio gli ha donato tanti talenti che neanche lui forse sa di avere. In ogni caso quello che conta è che lui all'improvviso si sia scoperto scrittore di libri e che si sia occupato di divulgare il verbo economico e finanziario in modo tale da renderlo accessibile proprio a chi ne ha bisogno. Come dice lui nel libro esistono tanti testi che teorizzano sull'argomento, che cercano di spiegare con grafici e parole difficili il fare impresa ma si rivolgono a soggetti indefiniti ed imprecisati. Ogni autore, assolutamente quotato ed esperto per carità, cerca di superare gli altri tecnicamente e strategicamente. Marco no, a lui non interessa sembrare più bravo di quello che è, più furbo degli altri. A lui interessa che al fruitore finale, all'imprenditore che deve gestire la sua azienda e non ad altri siano ben chiari i concetti, pochi ma fondamentali, affinché possa veramente essere in grado di creare quel circolo virtuoso che gli permetterà di dare linfa vitale alla sua azienda. In poche parole, farla andare bene e creare utili. Cari imprenditori non aspettate troppo a contattarlo. Nonostante io abbia detto che ha tanti talenti, non vorrei che voi pensaste di poter fare della vostra azienda quello che volete e trascurare tutti gli indici da lui ben indicati nel libro, per poi chiedergli il miracolo di risanarla. Che io sappia la bacchetta magica non è ancora a sua disposizione (forse per poco). Sia che pensiate che la vostra azienda vada bene o vada male, chiamatelo e fatevi fare un "tagliando". Se scoprirete che state andando bene, sarete contenti e la vostra autostima crescerà. Se avrete bisogno di correttivi, lui saprà trovarli e vi fornirà gli strumenti adatti per risolvere i problemini. Se saranno invece problemoni, avrete solo fatto bene a rivolgervi a lui e deciderete insieme il percorso migliore da affrontare dal punto di vista industriale e soprattutto bancario. Se al contrario foste nelle condizioni di decidere di aprirla questa azienda, io al contrario di tanti dico che se avete una buona idea, correttezza e buoni principi, e un ottimo consulente che vi dia l'opportunità di diventare un ottimo imprenditore, evitando quegli errori che di norma si fanno, questo potrebbe essere un buon momento per costituirla.

Voi direte: ma cosa rappresenta questo per potere dire queste cose!?  E qui arriva il motivo per cui io e Marco ci conosciamo. La Banca. Siamo stati colleghi condividendo il bello ed il brutto di fare Banca. O meglio io, più vecchio, il bello di fare banca l'ho vissuto. Direttore di filiale, ho vissuto il periodo dello sviluppo nelle aziende, delle autonomie in filiale di concessione fidi, delle visite in Azienda per programmare insieme al titolare le risorse finanziarie necessarie per coprire gli investimenti, degli aspetti umani nei rapporti professionali. Ora gran parte di questi aspetti si sono persi per lasciare posto al vero padrone, il budget. Non voglio dilungarmi in questa sede a spiegare dove le banche hanno sbagliato. Per il motivo espresso prima, fino a qualche anno fa il Direttore di filiale poteva essere sufficiente a consigliare all'imprenditore il da farsi. Per le operazioni più complesse in accordo con il commercialista per gli aspetti fiscali. Ma credetemi, e non me ne vogliano i commercialisti, nell'era dell'adeguata verifica, del questionario Mifid, della Gianos, e mi fermo qui, solo una figura come quella di Marco può aiutare il titolare d'azienda a districarsi nel dedalo degli aspetti burocratici delle banche. Parola di bancario di lungo corso. Bene ha fatto Marco a intraprendere una strada diversa, ma molto più motivante, molto più soddisfacente. È molto bello sapere che grazie al tuo intervento le cose possano migliorare, che un imprenditore e la sua famiglia possano continuare a mantenere loro stessi ed altre famiglie. Troppe volte ho notato attività fallire per dettagli trascurati. O magari, senza fallire, vivacchiare senza idee e soprattutto senza la minima speranza di dare uno stipendio al proprio titolare. Bastano alcuni accorgimenti che Marco in questo libro ha così bene ed in maniera semplice evidenziato. In 30 anni di banca di colleghi ne ho conosciuti tanti ma Marco è diverso da tutti. Creativo, didattico, entusiasta, tecnico. Di difetti ne ha, ci mancherebbe, ma se lo rivedrete una seconda volta noterete che avrà trovato i  correttivi per affievolirli. Se non è talento questo?? La cosa che più mi incentiva nel scrivere queste righe è che la prossima volta che lo vedrò rimarrò affascinato da tante altre cose che avrà inventato. E soprattutto mi conviene preparare altre righe per il prossimo libro. Perché so già che altri seguiranno. Buona lettura a tutti. "